martedì 24 luglio 2007

Siti internet da vedere!!!!

Ciao a tutti! Lo so...è un po' che non ci facciamo più sentire...ma stiamo lavorando! ebbene si, per la tesi siamo state sfruttate per tre mesi io ( Franesca) in una agenzia che fa siti internet e marketing online, Raffaella invece in una società che si occupa di eye track...tecnica che vi spiegherà lei...
che ne dite di vedere i miei primi lavori???
allora andate su : http://www.aroundin.it/ e su http://www.travelitalylowcost.com/ . Il secondo, in particolare, è stato fatto da me...tutto da me..e si vede!ci sono ancora un milione di cose da fare, da migliorare e cambiare...e si vede! ma tutto sommato ne vado fiera...alla fine abbiamo studiato psicologia..non grafica! buona navigazione!

martedì 5 giugno 2007

Leggi reali per il mondo virtuale?


Second Life, il mondo virtuale più famoso e popolato, deve essere tutelato dalle leggi della vita reale oppure no? E' questo che ora il mondo si chiede dopo l'avvento dei primi omicidi tra avatar e casi pedofilia. Voi cosa ne pensate?

I sei milioni di avatar che popolano Second Life conducono tutti una vita normale: parlano, conoscono nuove persone, viaggiano , lavorano e ultimamente commettono anche crimini. Il Washington Post , in un articolo in prima pagina, si chiede se sia giusto o meno punire realmente atti compiuti nel mondo virtuale, nel, a detta dei suoi utenti, " mondo della fantasia".
Episodi di crimini virtuali sono già stati segnalati in diversi Paesi, tra tutti la Germania, che sta indagando su un caso di pedofilia nella comunità Secon Life a cause di alcune foto ritraenti un rapporto sessuale tra un adulto e un bambino.
La violenza virtuale non è certo nata con Second Life. Episodi di violenza e pedofilia sono già stati riscontrati in altri giochi online come " War of Warcraft" o Lineare II e il primo caso di violenza sessuale è stato registrato nel 1993, ma con il boom degli ultimi anni dei giochi on line e delle comunità virtuali ( Second Life in testa) la questione si sta facendo sempre più spinosa.
Psicologi e sociologi si chiedono fino a che punto si possa consentire agli utenti di sfogare le loro fantasie, quale sia il reale confine tra realtà e virtualità e quali leggi debbano essere attuate nel mondo virtuale, data l'inesistenza di confini fisici e istituzionali come nella realtà con diversi codici legislativi.
La questione è aperta e si risolverà con non poca fatica. L'importante è riuscire a far capire all'utente che , come dice lo stesso Philip Rosedale, fondatore e amministratore delegato di Linden Labs, " nella vita su Second Life dovrebbe guardare a se stesso come a un cittadino di questo nuovo posto, e non come a un cittadino del proprio paese."

mercoledì 23 maggio 2007


Stesso oggetto, ma valore diverso. Nella rivista "Neuron" alcuni ricercatori dell'universita' di Cambridge hanno concluso che il cervello delle persone ricche infatti e' meno sensibile e stimolato dai piccoli premi di denaro rispetto a quanto succede in quello di chi e' povero. Un dollaro vale meno per un milionario rispetto a uno che ha solo 100 dollari in banca.

Le immagini cerebrali e i test comportamentali supportano la vecchia teoria economica dell'utilita' marginale, secondo cui il valore soggettivo dei guadagni finanziari decresce con l'aumento delle risorse della persona.

L'esperimento consisteva nell'esaminare 14 studenti con notevoli entrate e cospicui conti in banca, e monitorare la loro attivita' cerebrale con la risonanza magnetica, mentre gli mostravano delle immagini astratte, cerchi e rettangoli, su un computer.Tre di queste immagini precedevano sempre un'immagine chiara di una moneta da 20 pence (circa 0,20 centesimi di euro), mentre altre tre immagini astratte erano legate a un'immagine confusa della stessa moneta. Quando gli studenti prevedevano correttamente che l'immagine chiara della moneta avrebbe seguito quelle astratte mostrate dal pc premendo un bottone, guadagnavano una ricompensa vera di 20 pence. Si e' cosi' visto che gli studenti piu' poveri avevano un'attivita' cerebrale piu' intensa nello striatum, il 'centro-premi' del cervello, rispetto agli studenti piu' ricchi, non appena imparavano che dalle immagini potevano ricavare una ricompensa.

I ricercatori hanno inoltre riscontrato una differenza significativa sulla sicurezza delle risposte. Ad esempio, chi era senza guadagni e soldi in banca si sentiva piu' sicuro nell'indovinare le immagini dopo un piccolo numero di tentativi, rispetto ad altri studenti che avevano 25mila sterline di entrate e 2000 sterline in banca.

Neuromarketing e retail design


La psicologia entra in ambiti "non tradizionali": il marketing, la vendita. Nascono quindi nuove discipline, come il neuromarketing e il retail design. L'ambito è quello della psicologia cognitiva, la quale ci dice come funziona il cervello umano, come percepiamo gli stimoli e come li elaboriamo. Anche al supermercato.

L’importante è vendere. Da parte del mondo imprenditoriale d’altronde, non è una novità il fatto che il settore marketing si adoperi per far sì che i consumatori siano sempre più invogliati a comprare. E per farlo si usano tecniche sempre più sofisticate che si avvalgono non solo delle scienze classiche del marketing - ovvero il design industriale, la pubblicità, le ricerche di mercato e la sociologia - ma anche della psicologia. Retail design è il nome di questa materia che partire dalla psicologia del consumatore si occupa di ridisegnare i punti vendita: dalle luci, agli odori e alla musica diffusi, dalla disposizione dei prodotti, al packaging, all’architettura del percorso all’interno del negozio. Neuromarketing si chiamano queste tecniche di vendita.I punti vendita di marchi famosi, ma anche i classici supermercati, si stanno quindi trasformando in luoghi dove si entra non tanto per l’esigenza di fare un determinato acquisto, ma come luoghi dove si va apparentemente a fare altro, salvo poi uscire con lo shopper pieno.

domenica 29 aprile 2007

La psicotecnologia nella nostra vita


Il professor Maurizio Cardaci, ordinario di Psicologia della personalità presso l'Università di Palermo è stato intervistato su temi importanti della psicologia, sulle nuove possibilità sociali e sulle invenzioni che hanno cambiato il nostro modo di percepire la realtà: il telecomando, i blog, le chat, il p2p, YouTube e Second Life, rendono variabile e incerta la comune distinzione tra ciò che è “dentro” e ciò che è “fuori” di noi, tra mondo interno e mondo esterno.


Ecco i punti importanti dell'intervista:

  • Se da un lato la tecnologia è un prodotto della mente umana, dall’altro la nostra intelligenza è il risultato dell’uso di strumenti.

  • La pratica continua dello zapping attenzionale ci ha insegnato a rendere sempre più flessibili e veloci le nostre strategie cognitive; tuttavia, per esempio nei bambini, rischia di produrre seri effetti di labilità cognitiva e di influenzare negativamente la capacità di concentrazione mentale su un compito.

  • Chat, blog, p2p, yuotube e secondlife rendono incerto il confine tra mondo interno e mondo esterno.

  • Tramite Second Life l’individuo costruisce in sostanza una propria “sociabilità” (culturale, simbolica, affettiva) non solo virtuale, ma anche e soprattutto “portatile”, dunque essenzialmente centripeta.

  • Lo psicologo del futuro dovrà anche essere ciber-psicologo, e viceversa.

Se invece ancora non conoscete il fenomeno Second Life o volete approfondire l'argomento ecco cosa ne pensa la blogosfera!