Visualizzazione post con etichetta cyberspazio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cyberspazio. Mostra tutti i post

venerdì 23 marzo 2007

Ricordi..."virtuali"??


La ricercatrice Ann Schlosser lancia l'allarme: l'utilizzo della realtà virtuale può portare ad avere ricordi fittizzi. Dovremo aspettarci un futuro alla Matrix? Le ricerche sono ancora ad uno stadio embrionale...ma nulla è da escludersi...



Ann Schlosser, dell'Università di Washington, ha mostrato che l'uso di ambienti 3D interattivi aiuta a sviluppare la memoria ma in alcuni casi la alimenta in maniera ipertrofica. E' quanto risulta dallo studio condotto dalla ricercatrice riguardo il confronto di diverse tipologie di apprendimento: una condotta attraverso la realtà virtuale, la seconda tramite istruzioni impartite per via di testi e immagini statiche. Il test consisteva nell'imparare ad usare una macchina fotografica ed è risultato che i soggetti sottoposti all'esperienza virtuale ricordavano meglio le funzioni del dispositivo, ma allo stesso tempo mostravano un maggior numero di falsi positivi, cioè ricordavano più funzioni di quante la macchina effettivamente possedesse.

Ann Schlosser dichiara che "L'interazione con un oggetto virtuale, sebbene migliori l'associazione di ricordi, può condurre a creare memorie che si impongono nella mente come reali." Questo effetto sarebbe dovuto dalla facilità con cui la realtà virtuale genera immagini mentali e questo creerebbe confusione nella testa delle persone, rendendo difficle distinguere cosa è stato effettivamente percepito e cosa ,invece, è stato inventato.

Le ricerche e gli studi sono ancora ad uno stadio embrionale quindi immaginare già da ora una realtà alla Matrix è assolutamente prematuro. L'importanza però di questa ricerca non deve essere sottovalutata, in particolare per il momento che stiamo vivendo, in cui Second Life e la possibilità di crearsi una seconda vita virtuale sta prendendo sempre più piede e il rischio di confondere realtà e fantasia aumenta di pari passo.

mercoledì 14 marzo 2007

Un "MySpace" settoriale


E' partita la prima di una serie di comunità online Microsoft basate sulla matrice dei social network ed incentrate su argomenti specifici. L'obiettivo è mettere in relazione utenti interessati alle stesse tematiche.

La prima community a prendere il via è relativa a Dynamics ed è incentrata sulla finanza, ma per il futuro si pensa a comunità incentrate su sales&marketing, risorse umane e information technology.
Le opportunità offerte on line sono incentrate ad aumentare la presenza sociale degli utenti:
- blog
- chat
in cui è possibile:
- scambiare consigli
- aumentare la propria conoscenza di un determinato ambiente software
- aumentare la propria conoscenza di una tipologia di lavoro
- creare piccoli wiki

La comunità è strutturata per avere anche contatti con l'esterno, sarà possibile dare un voto ai contenuti della rete ed in tal modo ordinarli (concetto valido anche per i contenuti prodotti internamente alla comunità), nello stile di servizi "2.0" quali YouTube.

Inoltre il sito è organizzato in modo che le pagine degli utenti siano altamente personalizzabili, con profili ad hoc e una serie di suggerimenti su altri utenti con profili e interessi simili.

Ma la novità nell'impostazione di queste comunità è anche tecnica: infatti Microsoft fornirà il sito ma non gestirà in prima persona la community e le impostazioni, che dovranno essere definite dagli utenti stessi, formando così una comunità di pratiche.

«Ci abbiamo pensato un po' e ci siamo chiesti se ci fosse il desiderio o il bisogno di comunità che connettano i lavoratori, non per parlare di tecnologia, ma di affari.», afferma Craig Dewar direttore del community marketing for Microsoft Business Solutions.

Noi, psicologhe della comunicazione, pensiamo che questa necessità ci sia. C'è perchè il computer, internet, i new media sono ormai strumenti quasi indispensabili per il lavoro. Perchè sono tecnologie in espansione. Perchè le nuove generazioni le considerano ormai degli elementi di cui non poter fare a meno. Perchè sono sentite ormai come vere e proprie protesi del nostro corpo. Ed è veramente così. Quindi, oltre al dovere, hanno le potenzialità e il "diritto" di accompagnarci nel piacere, aiutandoci a costruire una nostra rete sociale anche nel cyberspazio.