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venerdì 6 aprile 2007

Il marketing "umano"


La pubblicità non è più vista di questi tempi come ossessiva, autocelebrativa, e dall'unico fine persuasivo ma il cui unico risultato è far cambiare canale all'utente. Ora si parla di "lato umano" del marketing il cui primo obiettivo è quello di creare una relazione di fiducia con il cliente, inteso come Persona.

E' questo che Marzio Bonfarroni, fondatore e Presidente di UniOne-Architetture di comunicazione, spiega nel suo libro "La nuova comunicazione di marketing". Il lato "umano" del marketing si ritrova nell'intento di consentire ad un marchio e ad un prodotto di estendere la propria visibilità e il proprio successo creando una sofisticata relazione di fiducia e fedeltà con i clienti.
E questo si può raggiungere grazie a tre elementi:
  • "Human Satisfaction": soddisfazione effettiva del cliente non più inteso solo come "costumer" ma come essere umano nella sua interezza, quindi una soddisfazione non solo commerciale ma anche e soprattutto emozionale, razionale ed etica.
  • la Multidisciplinarietà: creatiità a 360 gradi il cui scopo è creare una comunicazione a due vie e un dialogo "ponte" per raggiungere la fidelizzazione.
  • una logica di processo: necessaria per legare le varie e diverse fasi del processo comunicativo e per evitare che le varie tecniche e teorie si scontrino tra di loro.
Autore: Marzio Bonferroni, prefazione di Marco Vitale

Casa Editrice: Editrice Tecniche Nuove

Numero pagine: 298

Prezzo: 18,90 euro

lunedì 5 marzo 2007

Che cosa è l'ergonomia cognitiva


Titolo: Che cos'è l'ergonomia cognitiva
Autore: Francesco Di Nocera
Editore: Carocci
Anno: 2004
Il volume è un'introduzione allo studio dei processi cognitivi coinvolti nell'interazione tra individuo e tecnologia. Il focus è posto sulla progettazione centrata sull'utente, ovvero sull'uomo, con le sue caratteristiche, i suoi vincoli, difficili da categorizzare ma indispensabili per progettare interfacce usabili. Viene posto il problema di definire la psicologia cognitiva e l'ergonomia cognitiva, evidenziando punti in comune e differenze. Un'essenziale 'cassetta degli attrezzi' per chiunque desideri occuparsi di progettazione centrata sull'utente.

domenica 25 febbraio 2007

Bambini e nuove tecnologie: quale rapporto?


Francesco Pira, docente di comunicazione pubblica e sociale all'Università di Udine e Vincenzo Marrali cercheranno di rispondere a tutte le domande che ai genitori possono sorgere riguardo al rapporto tra i loro figli e le nuove tecnologie nel libro di prossima uscita "Infanzia, media e nuove tecnologie".


"Quale è il rapporto che si è instaurato tra i bambini e i new media? Quali sono i rischi e le potenzialità?" A queste e molte altre domande i due autori cercheranno di rispondere esponendo i risultati di una ricerca condotta su un campione di 1200 scolari di quarta e quinta elementare di tutta Italia, coinvolgendo le seguenti regioni : Sicilia, Campania, Abruzzo, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Lo strumento di misurazione utilizzato per raccogliere i dati è un questionario consegnato a tutti i bambini.

Il libro è diviso in due parti. La prima affronta, con un approccio mass mediologico, tutte le più recenti teorie e ricerche su questo tema, esponendo i risultati di una ricerca effettuata su bambini di tutta Italia e offrendo un confronto tra quello che succede in Italia, in Europa e negli Stati Uniti con il suppporto di alcuni esempi significativi sia per quanto riguarda queste tre realtà sia per quanto riguarda Paesi emergenti.

La seconda parte, redatta da Vincenzo Marrali, Primario Emerito di Pediatria, caratterizzata da un approccio clinico pedagogico, analizza , alla luce delle teorie sociologiche precedentemente esposte, il potenziale patologico dell'uso delle nuove tecnologie e i rischi alla salute ma anche il potenziale positivo nello sviluppo psico-fisico del bambino.

A detta degli autori il libro si rivolge, oltre ai genitori, a tutti coloro che si interessano di queste tematiche:operatori della comunicazione, assistenti sociali, studenti di Pediatria, Scienze della Formazione e Scienze della Comunicazione.

Un libro quindi che affronta una tematica molto attuale e alla portata di tutti.

mercoledì 21 febbraio 2007

Linee guida per l'analisi di usabilità



Usability.org ha messo a disposizione gratuitamente la verisione PDF del libro "Research-based Web design and usability guidelines", un'ottima guida di usabilità a cura dell' U.S. Department of Health and Human Services.
La guida è ora scaricabile in formato PDF (161 MB), oltre che essere acquistabile anche in versione cartacea al costo di 35$ fuori dagli Stati Uniti.
Lle linee guida per effettuare un buon lavoro di usabilità presentate nel libro sono valutate in base al grado di evidenza empirica. Per ognuna di esse sono citate le ricerche principali che hanno portato alla definizione della linea guida. Inoltre per ognuna è fornito anche un giudizio (dato da un insieme di esperti) sul grado di importanza e sulla robustezza empirica (cioè quante prove ci siano che la linea guida è valida).
La prefazione dell'opera è di Ben Shneiderman. Una prefazione che vale la pena di leggere. Ecco un passaggio, tradotto: “Le linee guida dovrebbero essere qualcosa di più dell’illuminata opinione di una persona, ma non sono standard rigidi che possano formare la base di contratti e leggi”.
Le linee guida sono uno viste come uno strumento di sviluppo e riflessione, che serve a orientare, diffondere conoscenza, stimolare altre ricerche e far discutere la comunità dei designer, ma non garantiscono nulla e devono essere applicate ai diversi contesti. Forse un approccio che tenga presente il fattore umano.

martedì 20 febbraio 2007

Don't make me think



Propongo, come lettura interessante per chi si occupa come me di usabilità, la traduzione italiana di "Don't make me think", dell'americano Steve Krug, esperto di usabilità e grande comunicatore.

Titolo: Don't make me think
Autore: Steve Krug
Editore: Hops
Anno: 2001

Il libro è scritto con chiarezza, è pieno di utili esempi ed è scritto da chi lavora nel campo dell'usabilità per siti web da anni. In più declina l'usabilità nell'ambito specifico della progettazione di un'interfaccia. La giusta teoria accoppiata con la giusta pratica di base, molti esempi esemplificativi, un linguaggio informale e altamente comunicativo.

Il libro di Krug esamina con grande puntualità i maggiori problemi che si pongono nella costruzione di un sito web con particolare attenzione alla costruzione dell'interfaccia grafica e di accesso. Alcuni capitoli sono anche dedicati alla scrittura online e dunque alla redazione dei contenuti. La forza del libro è da ricercare in alcuni elementi:
  • il corredo di immagini e di esempi che l'autore porta a corredo delle sue tesi: esempi presi da siti realmente online o da siti che l'autore ha disegnato ad hoc, per ognuno dei quali vengono spiegati gli errori e le modifiche da apportare per rendere queste pagine più orientate all'utente.
  • l' enumerazione di piccole e precise "leggi" di usabilità. Ad esempio:
1-don't let me think, non mi far riflettere.
2-non leggiamo le pag web, ma le scorriamo
3-non cerchiamo la scelta migliore, ma la più soddisfacente nella condizione particolare in cui ci troviamo quando scorriamo una pagina web
4-non ci sono istruzioni da leggere, si tenta

La prima "regola", "non mi far riflettere", è il punto di partenza per effettuare un'analisi di usabilità: «È il principio dominante [...] Significa che, per quanto umanamente possibile, quando guardo una pagina web essa dovrebbe essere autoevidente. Ovvia. Autoesplicativa», dice l'autore stesso.
  • il tema dei "test di usabilità". L'unico metodo per poter far risaltare i difetti dei siti web è appunto quello di testarne la "leggibilità" su più utenti attraverso schemi d'indagine quanto più possibile efficaci.