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mercoledì 12 novembre 2008

MySpace si fa 2.0

MySpace lancia il Profilo 2.0. Tale opportunità può essere scelta opzionalmente e consentirà agli utenti MySpace di personalizzare il layout dei propri profili grazie a un’innovativa interfaccia “drag and drop”.


Creatività, controllo, personalizzazione: in una parola, 2.0. «Il Profilo 2.0 rispecchia ciò che gli utenti hanno sempre desiderato», ha dichiarato Tom Anderson, Presidente e co-fondatore di MySpace. «Ora è possibile creare un profilo con layout diversi in base ai vari gruppi di amici che lo visualizzano, in modo da usufruire di tutte le possibilità di personalizzazione nel rispetto della propria privacy».
Le caratteristiche principali del Profilo 2.0 sono:
- Interfaccia “Drag and Drop”: gli utenti possono modificare il loro profilo semplicemente trascinando e posizionando i vari moduli (ad esempio commenti o amici) in qualsiasi punto della pagina per creare nuovi layout.
- funzionalità rapide e intuitive per l’editing: possibilità di caricare contenuti e di personalizzare ogni singolo modulo del proprio profilo.
- Flessibilità di visualizzazione: il Profilo 2.0 permette agli utenti di mostrare determinate informazioni del proprio profilo solo a specifiche categorie di amici, che è possibile creare attraverso la funzione “Categorizzazione degli amici”. Il Profilo 2.0 offre agli utenti un maggiore controllo delle informazioni condivise su MySpace, permettendo loro di sapere a chi e quando permettere di visualizzarle.
- Temi: sono a disposizione degli utenti circa 50 nuovi stili e temi per assicurare agli utenti la massima flessibilità nel rinnovare i propri profili.

Tutti i cambiamenti previsti dal Profilo 2.0 sono opzionali e sono stati testati in versione beta dagli utenti canadesi, attraverso sondaggi online, test estemporanei, focus group, studi di usabilità. Questi studi hanno portato alla decisione di lasciare liberi i membri della community di decidere se adottare il nuovo profilo o mantenere quello "tradizionale".

martedì 5 giugno 2007

Leggi reali per il mondo virtuale?


Second Life, il mondo virtuale più famoso e popolato, deve essere tutelato dalle leggi della vita reale oppure no? E' questo che ora il mondo si chiede dopo l'avvento dei primi omicidi tra avatar e casi pedofilia. Voi cosa ne pensate?

I sei milioni di avatar che popolano Second Life conducono tutti una vita normale: parlano, conoscono nuove persone, viaggiano , lavorano e ultimamente commettono anche crimini. Il Washington Post , in un articolo in prima pagina, si chiede se sia giusto o meno punire realmente atti compiuti nel mondo virtuale, nel, a detta dei suoi utenti, " mondo della fantasia".
Episodi di crimini virtuali sono già stati segnalati in diversi Paesi, tra tutti la Germania, che sta indagando su un caso di pedofilia nella comunità Secon Life a cause di alcune foto ritraenti un rapporto sessuale tra un adulto e un bambino.
La violenza virtuale non è certo nata con Second Life. Episodi di violenza e pedofilia sono già stati riscontrati in altri giochi online come " War of Warcraft" o Lineare II e il primo caso di violenza sessuale è stato registrato nel 1993, ma con il boom degli ultimi anni dei giochi on line e delle comunità virtuali ( Second Life in testa) la questione si sta facendo sempre più spinosa.
Psicologi e sociologi si chiedono fino a che punto si possa consentire agli utenti di sfogare le loro fantasie, quale sia il reale confine tra realtà e virtualità e quali leggi debbano essere attuate nel mondo virtuale, data l'inesistenza di confini fisici e istituzionali come nella realtà con diversi codici legislativi.
La questione è aperta e si risolverà con non poca fatica. L'importante è riuscire a far capire all'utente che , come dice lo stesso Philip Rosedale, fondatore e amministratore delegato di Linden Labs, " nella vita su Second Life dovrebbe guardare a se stesso come a un cittadino di questo nuovo posto, e non come a un cittadino del proprio paese."

martedì 20 marzo 2007

Propaganda politica sul web


Con il nuovo canale "Impact Channel", MySpace sarà una delle piattaforme fondamentali per la comunicazione politica, per il dibattito e per la promozione dei vari candidati alle prossime elezioni presidenziali USA del 2008. La posta in gioco è alta.

Da tempo sono iniziate in America le campagne elettorali dei vari candidati per le presidenziali del 2008, e MySpace entra a far parte degli strumenti di promozione politica. Il sito di social networking di proprietà di Rupert Murdoch ha messo a punto un canale (Impact Channel) dedicato alle elezioni, ai candidati e al loro rapporto con i votanti.
  • Impact Channel riunisce in un'unica schermata tutti gli attuali candidati alle presidenziali, fornendo per ognuno il collegamento al proprio spazio personale all'interno di MySpace dove i candidati postano quello che vogliono (o quello che il loro entourage vuole postare), stringono rapporti, ricevono messaggi.
  • Impact Channel inoltre contiene servizi per le elezioni, per esempio la possibilità di registrarsi per il voto direttamente online (il sistema elettorale americano prevede che non si possa votare se non si è regolarmente registrati per il voto).
  • La campagna elettorale avverrà anche on-line attraverso video politici e banner digitali, che saranno come dei cartelloni pubblicitari.
  • Inoltre, l'impatto di MySpace (con i suoi 64,4 milioni di visitatori) potrebbe essere fortissimo per come il social network può avvicinare alla politica fette di popolazione che solitamente vi sono estranee e non votano, quali ad esempio i giovani tra i 18 e i 24 anni ( che sono, guarda caso, target prediletto di MySpace).

Questo, secondo noi, porterà alcune innovazioni importanti:

- fare moltà più propaganda politica a bassi costi
- coinvolgere e sensibilizzare fasce della popolazione che negli ultimi anni si stanno allontanando dai temi politici
- facilitare il dibattito politico, anche la contestazione. Questo potrà avvenire grazie alle caratteristiche della rete: interazione quasi mediata-ipermediale, comunicazione sincrona o asincrona, possibilità esponenziale di comunicare, scrivere, rispondere, ribattere su chat, forum, blog e sui tanti spazi di condivisione. A nostro parere questa novità di MySpace-U.S.A. potrà essere una grande applicazione e attuazione del social networking.

giovedì 15 marzo 2007

Wikia: il nuovo motore di ricerca


Jimmy Wales, fondatore dell’enciclopedia Wikipedia, lancia sul mercato un nuovo motore di ricerca, Wikia, che con le sue un milione e 700voci in lingua inglese ha come obiettivo la conquista del 5% del mercato e far tremare le gambe a Google e Yahoo!

Wikipedia vuole creare un motore di ricerca open source collaborativa che competerà con i due colossi, Google Inc. e Yahoo Inc. Wikia Inc., l'omologo commerciale della società no profit Wikipedia, punta ad accaparrarsi il 5% del mercato della ricerca in Rete. Jimmy Wales lo annuncia durante una conferenza stampa a Tokyo. "L'idea che Google abbia un ampio margine di vantaggio sui concorrenti perché può contare sugli scienziati migliori è diventata un po' antiquata ora”. Wales ha definito i due colossi come delle "scatole nere" che non pubblicano una graduatoria dei risultati delle ricerche, mentre il fondatore di Wikipedia crede che il sistema di ricerca collaborativa potrebbe sfruttare a pieno le potenzialità di Internet, stravolgendone la struttura.
Il progetto sarebbe stato affidato a Wikia Inc. una società fondata dallo stesso Wales che opera con un modello simile a quello di Wikipedia. La base del motore sarà l'alto numero di utenti collaboratori di Wikipedia; creato da un mercato fatto di contributori di nicchia - gli appassionati che aggiornano e perfezionano le voci enciclopediche - per collaborare al search engine il pubblico sarà il più orizzontale possibile.
Wales sostiene che la collaborazione tra utenti potrebbe migliorare i motori di ricerca, cosi' come hanno fatto gli utenti di Wikipedia. Wikia e' ora composta da uno staff di oltre 30 persone, e ospita un gruppo di siti online che trattano una vasta gamma di argomenti, dalla psicologia ai pupazzi animati dei Muppets.Dato che Wikia è un servizio open source offerto gratuitamente agli utenti, per guadagnare la società ha bisogno che i siti creati con le sue risorse vengano collegati a Wikia.com, per ottenere profitti dalla pubblicità.
Secondo Wales, usando lo stesso software di Wikipedia, è probabile che Wikia conterrà un numero di articoli superiore a quello del suo omologo ( si parla di un milione e 700mila voci in lingua inglese). Si tratta in ogni caso di una iniziativa ancora allo stadio embrionale e che richiede ingenti investimenti soprattutto in termini di hardware. Il lancio del nuovo motore do ricerca è previsto per il quarto trimestre dell’anno.

mercoledì 14 marzo 2007

Un "MySpace" settoriale


E' partita la prima di una serie di comunità online Microsoft basate sulla matrice dei social network ed incentrate su argomenti specifici. L'obiettivo è mettere in relazione utenti interessati alle stesse tematiche.

La prima community a prendere il via è relativa a Dynamics ed è incentrata sulla finanza, ma per il futuro si pensa a comunità incentrate su sales&marketing, risorse umane e information technology.
Le opportunità offerte on line sono incentrate ad aumentare la presenza sociale degli utenti:
- blog
- chat
in cui è possibile:
- scambiare consigli
- aumentare la propria conoscenza di un determinato ambiente software
- aumentare la propria conoscenza di una tipologia di lavoro
- creare piccoli wiki

La comunità è strutturata per avere anche contatti con l'esterno, sarà possibile dare un voto ai contenuti della rete ed in tal modo ordinarli (concetto valido anche per i contenuti prodotti internamente alla comunità), nello stile di servizi "2.0" quali YouTube.

Inoltre il sito è organizzato in modo che le pagine degli utenti siano altamente personalizzabili, con profili ad hoc e una serie di suggerimenti su altri utenti con profili e interessi simili.

Ma la novità nell'impostazione di queste comunità è anche tecnica: infatti Microsoft fornirà il sito ma non gestirà in prima persona la community e le impostazioni, che dovranno essere definite dagli utenti stessi, formando così una comunità di pratiche.

«Ci abbiamo pensato un po' e ci siamo chiesti se ci fosse il desiderio o il bisogno di comunità che connettano i lavoratori, non per parlare di tecnologia, ma di affari.», afferma Craig Dewar direttore del community marketing for Microsoft Business Solutions.

Noi, psicologhe della comunicazione, pensiamo che questa necessità ci sia. C'è perchè il computer, internet, i new media sono ormai strumenti quasi indispensabili per il lavoro. Perchè sono tecnologie in espansione. Perchè le nuove generazioni le considerano ormai degli elementi di cui non poter fare a meno. Perchè sono sentite ormai come vere e proprie protesi del nostro corpo. Ed è veramente così. Quindi, oltre al dovere, hanno le potenzialità e il "diritto" di accompagnarci nel piacere, aiutandoci a costruire una nostra rete sociale anche nel cyberspazio.

domenica 11 marzo 2007

Ning



Vuoi creare il tuo personale Social Network? E' semplice: vai su Ning, una nuova piattaforma completamente gratuita che ti permette in cinque minuti di costruirti la tua personale Rete Sociale!

Il trend del Social Network è ormai inarrestabile e continua a partorire nuove idee e piattaforme on-line che permettono agli utenti, anche quelli più inesperti, di creare le propria Rete on-line : Ning è uno di questi.
Il servizio è completamente gratuito ed è finanziato da AdSense che è inserito automaticamente nei template.
Ovviamente l'utente ha la possibilità di inserire moltissime funzionalità come blog, filmati, forum, foto e messaggistica.
Ning possiede un proprio blog, dove il creatore della piattaforma Paul Lloyd, mostra le potenzialità di questo servizio, come funziona e spiega le otto regole che permettono di creare una buona Social Network: cliccate sul link e andate a vedere! Troverete molte informazioni davvero interessanti e chissà che non prenda anche a voi la voglia di provare....

Interfacce umane per condividere l'esperienza


Gli assistenti virtuali e l'evoluzione delle interfacce grafiche: interagire con un'interfaccia umana rende più semplice e funzionale il dialogo con la tecnologia. Il punto è che al mondo ci sono più prodotti tecnologici che persone, e con tali artefatti cognitivi bisogna necessariamente avere un dialogo per ottenere da loro quello che vogliamo.

Quali le soluzioni per dialogare con questi oggetti? Oggi Kallideas propone alle aziende, che intendono migliorare il customer service, i cosiddetti K-Humans (video). Si tratta di assistenti virtuali che rispondono via web, al telefono, in videochiamata, nei chioschi multimediali e forniscono informazioni ai clienti. In pratica una "Humanlike Interaction" che consente di relazionarsi all’utente in modo naturale ed anche emotivo, grazie all’uso combinato di diverse tecnologie come:

- i sistemi di Intelligenza Artificiale
- riconoscimento vocale
- grafica 3d

Il Virtual Assistant è un cervello messo a disposizione di ogni azienda. Così un utente può entrare nel sito della propria banca ed interrogare, ad esempio, l’assistente sul proprio conto.

Ma non è una soluzione che va bene per tutti: ci saranno persone che preferiranno l’interfaccia web classica, chi vorrà recarsi fisicamente allo sportello e chi troverà più efficace un sistema diverso, ma e ci sarà spazio per tutte queste differenti soluzioni.

E non è nemmeno una tecnologia che può andare bene per ogni applicazione.

Il motivo è legato proprio all'aumento del numero e della differenza di artefatti cognitivi.

Per esempio, se l'assistente virtuale va bene per la mia banca, per il cellulare invece no, perché l’attenzione di chi guarda lo schermo di un cellulare è inevitabilmente condizionata da ciò che avviene nella realtà circostante. Perciò un software efficace dovrebbe essere in grado di tradurre in voce una serie di sfumature emotive collegate all’ampiezza del contesto di riferimento. Cosa che la tecnologia oggi disponibile non rende possibile per ogni tipo di applicazione che si può pensare di portare su dispositivi mobili. Bisogna saper selezionare ciò che ha senso fare da ciò che è possibile e che magari non ha senso rispetto all'uso che ne fanno le persone.


Quale interesse per Second Life, il metamondo più famoso del web? Agrò, esperto di Interaction Design spiega che si tratta di un ''discorso rilevantissimo come campo di sperimentazione''. Da qui l'interesse personale nella creazione dell'isola di Idearium, un luogo virtuale ''dove si fa cultura dell’innovazione'' e, dal punto di vista aziendale, Second Key (divisione di Key One, società del Gruppo Kallideas) che aiuta le aziende a fare il proprio progetto in Second Life, attraverso l’ideazione di iniziative, ambienti, store, eventi.


In sintesi: ''Il web è l'Internet dell’informazione, Second Life è l'Internet dell’esperienza. Sono entrambi Internet ma il primo porta alla fruizione del contenuto in quanto testo o video il secondo è più orientato alla comunicazione, alla condivisione di un'esperienza quale può essere una videoconferenza o una sessione di apprendimento a distanza''.


Avatar: dal gioco al customer service
SecondLife

PlayStation 3:consacrazione di un nuovo medium


La Sony ha presentato al GDC 2007 il suo nuovo prodotto: Playstation 3 Home (video), un nuovo ambiente virtuale del tutto simile a Second Life che prenderà forma per gli utenti della consonle PlayStation 3.

Se alcune differenze con Second Life potranno esserci, le analogie sono però forti e la sovrapposizione nel posizionamento tra l'utenza è evidente: un ambiente virtuale all'interno del quale ognuno può creare il proprio personaggio, spostarsi, dialogare, compiere azioni di vario tipo, guardare film, giocare. Il tutto con immagini estremamente realistiche all'interno di un ambiente chiuso. Il servizio promette funzionalità quali chat vocale, esperienze condivise, utilizzo di materiale proprio (ad esempio scambiando file o apponendo la propria foto sul muro del proprio appartamento virtuale), importanti per l'instaurazione di un social network. Sono inoltre presenti opzioni di personalizzazione variegate, alcune delle quali saranno presumibilmente offerte tramite un sistema di micropagamenti in grado di generare una sorta di economia virtuale. Inevitabilmente il tutto sarà supportato da una struttura pubblicitaria in grado di monetizzare la presenza degli utenti (mentre il download necessario per accedere agli ambienti "Home" sarà gratuito).

Per meglio carpire le funzionalità del gioco è disponibile un "trailer" su GameVideos.com.

Il punto importante è che stiamo assistendo alla consacrazione di un nuovo medium, non buono solo per giocare, ma perfetto per un sacco di altre cose. Sembra che stia iniziando una sostanziosa redistribuzione di funzioni, come quella che è avvenuta con il web nei confronti della stampa e della televisione per quanto riguarda l'informazione: il web si è dimostrato un medium molto più adatto all’informazione, capace di una velocità che sta mettendo in seria difficoltà tante testate giornalistiche, e di un grado di approfondimento che la tv si può solo sognare. Senza contare che l’informazione sul web è molto meno filtrata.
D’altro canto, però, anche il web, a sua volta, si è sobbarcato una serie di funzioni che non gli calzano proprio a pennello. La sua natura asincrona e ipertestuale si presta fino ad un certo punto a rappresentare uno spazio sociale. Ma le nuove tecnologie si stanno muovendo per sfruttare al massimo le potenzialità del ciberspazio.

giovedì 1 marzo 2007

Nasce Friend$


La community Dada.net, in collaborazione con Google, mette a disposizione dei suoi utenti un nuovo modo di concepire il social networking: il progetto prevede la nascita di una community,Friend$ ,che consentirà agli utenti iscritti di condividere con i componenti della comunità parte degli introiti pubblicitari.


La collaborazione tra Dada.net e Google sfocia nell'ideazione di una community a pagamento,un "programma di affiliazione", per cui tutti gli utenti iscritti a Dada.net scambiando in rete blog, video, fotografie o altro materiale multimediale, potranno condividere con gli altri componenti della comunità una parte dei ricavi pubblicitari che il loro "traffico" potrà attirare. E non solo il loro ma anche quello dei loro amici; da qui il nome della nuova community, Friend$. La novità di questo servizio consiste nel fatto che ora ogni contenuto generato dagli utenti potrà diventare una fonte di guadagno per gli utenti stessi.

La base di partenza è dunque Dada.net, una community che conta oggi oltre 7 milioni di iscritti in olte 15 paesi. La collaborazione di Google è fornita dal suo servizio Google Adsense che fornisce annunci pubblicitari in linea con il tema portante del sito/ blog...dell'utente-autore. L'autore potrà decidere se aderire a questo servizio, far quindi pubblicare sul suo spazio web un annuncio pubblicitario e invitare anche i suoi amici o qualsiasi iscritto a Dada.net a partecipare a questo servizio , usufruendo così degli introiti pubblicitari.

Friend$ verrà lanciato quest'oggi contemporaneamente in Italia e negli Stati Uniti e successivamente, entro breve, in Brasile, Portogallo e Spagna.

mercoledì 21 febbraio 2007

Comunità virtuale per gestire emergenze


Stati Uniti. Gli studiosi Ben Shneiderman e Jennifer Preece, partendo dalla constatazione che i disastri di massa non sono ben gestibili dai soli operatori del numero di emergenza, stanno studiando un sistema online, analogo a quello in uso nei social network come MySpace, da affiancare al numero per le emergenze.


Il social network è in ottima salute e cresce. Entra in ogni ambito della nostra vita, ora si rende anche utile per le emergenze di massa. Negli U.S.A. i cittadini in difficoltà sanno sempre quale numero comporre sul proprio telefono, perchè è semplice e soprattutto uno, il 911. Inondazioni, crolli, incidenti aerei e quant'altro generano caos e mobilitazione di forze. Per gestire al meglio questi eventi è fondamentale la coordinazione di enti pubblici e privati, e dei soccorsi della gente comune. E l'internet è abbastanza matura da potersene occupare. Shneiderman e Preece propongono una community response grid, un network di cittadini che collaborano con i servizi di emergenza attraverso la rete internet.



Il web offre numerose opportunità, sfruttando il concetto di comunità di pratiche:



- permette di scrivere testi, informazioni che rimangono nel tempo, fissati su un media che è anche testuale
- permette di aggiornarli in tempo reale, inserendo video, foto
- permette di coordinare operazioni in concerto con un numero di interlocutori ben superiore a quanto è permesso dalla semplice linea telefonica, che in momenti di forte stress sulle linee rischia di non reggere il carico di utenti in contemporanea.
- permette a ciascun utente di dare una descrizione dettagliata di quanto riesce a vedere e scoprire. Non esiste ridondanza: qualsiasi dettaglio può costruire un pezzetto del mosaico dell'emergenza.
- se le infrastrutture necessarie alla comunicazione saltano, ripristinare la rete è molto più facile che riallacciare le linee telefoniche disastrate.


La domanda che sorge spontanea è: come mai in Italia non c'è nemmeno un numero unico per le emergenze? A seconda del caso bisogna, a volte non senza sforzo, rammentare diverse triplette di numeri, 112, 113, 115, 118, ed è facile fare confusione. Più immediato, un unico centro di smistamento di tutte le richieste di aiuto. Si stà lavorando, e il numero unico dovrebbe arrivare anche da noi entro la fine di quest'anno.